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Peacebuilding: un manuale formativo Caritas

Peacebuilding: un manuale formativo Caritas

Aggiornamento del "Manuale di formazione alla pace", pubblicato nel 2002 da Caritas Internationalis, traduzione in italiano a cura di Caritas diocesana di Roma - Servizio Educazione Pace e Mondialità (S.E.P.M.).

Ultime novita'

  • Intervista sulla Terra Santa

    Intervista sulla Terra Santa

    Ascolta sul sito di Caritas Italiana l'intervista radio del 14 giugno a Silvio Tessari, operatore dell'Ufficio Medio Oriente e Nord Africa di Caritas Italiana, che aggiorna sulla situazione attuale in Terra Santa e sull'impegno della Caritas.
    14 giugno 2010
  • "Custodire il creato, per coltivare la pace"

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    Messaggio per la celebrazione della 5ª Giornata per la salvaguardia del creato (1 settembre 2010) a partire dal Messaggio dal Santo Padre Benedetto XVI per la 43ª Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2010), intitolato "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato".
  • Sudan: la pace 5 anni dopo

    Articolo da "Italia Caritas" - Febbraio 2010
  • Intervista radio a S.E. Mons. Gregorio Rosa Chávez

    Intervista radio a S.E. Mons. Gregorio Rosa Chávez

    Ascolta sul sito di Caritas Italiana l'intervista radio a S.E. Mons. Gregorio Rosa Chávez, vescovo ausiliare di San Salvador e presidente di Caritas El Salvador, realizzata a Roma il 24 marzo 2010, in occasione del 30° anniversario della morte di S.E. Mons. Oscar Romero.
    13 aprile 2010

Guerra preventiva e guerra umanitaria



Particolare attenzione è stata riservata al dibattito giuridico internazionale sorto negli ultimi anni sulla definizione e liceità di guerra preventiva.

Questo tipo di conflitto, secondo una parte della dottrina, dovrebbe rientrare in quanto previsto dall’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, attraverso una sua interpretazione estensiva.
I fautori di tale tesi argomentano che sarebbe impossibile e assurdo ammettere che uno Stato debba attendere di essere attaccato da un altro, essendo sicuro che tale attacco verrà compiuto. Ma, in vero, appare più giusto sostenere che le azioni in legittima difesa preventiva, di fronte ad una lacuna di diritto dovrebbero essere qualificate piuttosto come illecito internazionale.

Non esiste infatti alcuna norma che esplicitamente legittimi l’uso "preventivo" della forza armata: l’articolo 51 disciplina solo l’uso della forza armata in caso di attacco armato in atto.

Altrettanto si può dire per quanto concerne l’illegittimità della cosiddetta guerra umanitaria.
Questa definizione è stata usata per la prima volta per indicare l’intervento della NATO in Kosovo nel 1999, e con essa si indica l’azione armata unilaterale che gli Stati attuano di fronte a gravi violazioni di diritti umani.

L’ingerenza umanitaria deve sottostare a determinati principi: primo fra tutti, la presenza di una giusta causa che giustifichi l’utilizzo della forza; in secondo luogo, la proporzionalità dell’azione in risposta e, infine, il tempestivo intervento del Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

Un conflitto di questo tipo, pur non essendo, nella prassi, espressamente vietato, deve essere, tuttavia - in presenza di un vuoto normativo - considerato un illecito internazionale. Esso è infatti contrario al divieto dell’uso della forza (principio di ius cogens) nonché al capitolo VII della Carta dell'Onu e agli Statuti della NATO.


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