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Peacebuilding: un manuale formativo Caritas
Ultime novita'

Intervista sulla Terra Santa
Ascolta sul sito di Caritas Italiana l'intervista radio del 14 giugno a Silvio Tessari, operatore dell'Ufficio Medio Oriente e Nord Africa di Caritas Italiana, che aggiorna sulla situazione attuale in Terra Santa e sull'impegno della Caritas.14 giugno 2010
"Custodire il creato, per coltivare la pace"
Messaggio per la celebrazione della 5ª Giornata per la salvaguardia del creato (1 settembre 2010) a partire dal Messaggio dal Santo Padre Benedetto XVI per la 43ª Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2010), intitolato "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato".Sudan: la pace 5 anni dopo
Articolo da "Italia Caritas" - Febbraio 2010
Intervista radio a S.E. Mons. Gregorio Rosa Chávez
Ascolta sul sito di Caritas Italiana l'intervista radio a S.E. Mons. Gregorio Rosa Chávez, vescovo ausiliare di San Salvador e presidente di Caritas El Salvador, realizzata a Roma il 24 marzo 2010, in occasione del 30° anniversario della morte di S.E. Mons. Oscar Romero.13 aprile 2010
Gli USA sono in stato di guerra da dopo l’11 settembre 2001. Il Presidente Gorge Bush reclama il diritto delle forze armate statunitensi a colpire i terroristi nelle loro basi ovunque queste si trovino, anche se protette e ospitate da stati sovrani, con l'intento di abbattere le infrastrutture terroristiche presenti nel paese e il regime talebano, ripristinando la Democrazia. Il Governo di Washington ha immediatamente ricevuto la solidarietà del Presidente russo Putin nella lotta al terrorismo internazionale.
La lotta armata contro il terrorismo inizia dall’Afghanistan, dove il regime dei Talebani (governo riconosciuto internazionalmente solo da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Pakistan)ospita e protegge i centri di addestramento di Al Qaeda.
I circa 20 mila effettivi delle Forze della Coalizione (Usa principalmente) vengono dunque immediatamente attivati in operazioni di guerra contro gli “insorti” nel sud ovest (province di Hilmand e Kandahar), sud est (Paktia, Paktika) ed est (Nangarhar, Kunar) del paese lungo la porosa frontiera con il Pakistan.
La Coalizione contro l’Afghanistan contò sulla partecipazione diretta di Regno Unito, Australia e Canada, e sull’appoggio della UE e della Nato (inclusa la Turchia), di Cina Russia, Israele, India, Arabia Saudita e Pakistan, ex alleato dei Taliban. L’Iran e l’Iraq condannarono gli attacchi. Rabbani non solo diede il benvenuto all’intervento militare occidentale, ma dichiarò che il futuro dell’Afghanistan dipendeva dalla “distruzione”dei Taliban.
Gli Insorti
Contro il governo karzai comprendono i Talebani fedeli al Mullah Omar e altri gruppi che
uniscono ex Talebani e veterani del Jihad antisovietico come la nuova formazione dello
Jamiat Jaishal Muslemeen (Jjm), gruppo proteiforme comandato da Maulwi Muhamad Ishaq
Manzoora, lo Hizb-e Islami dell’ex comandante mujihaidin Gulbudin Hekmatyar (islamista
radicale), e la frazione dello Hizb-e Islami del fu Mawlana Yunus Khalis (islamista
tradizionalista), diverse cellule e gruppi che si richiamano ad Al Qaeda, ex comandanti
Mujihaidin autonomi come Sayyed Muhammad Akbar Agha da Kandahar.
Numero dei Morti e intensità del Conflitto:
L’intervento armato Usa alla fine del 2001 ha provocato la morte di 14 mila afgani, di cui
almeno 10 mila combattenti talebani e quasi 4 mila civili. A queste vanno aggiunti 15-20.000
civili afgani morti nei mesi successivi alla fine del conflitto per le malattie e la fame
provocate dalla guerra. Più, ancora, altri 5.000 morti causati dai combattimenti e dagli
attentati verificatisi nei tre anni di ‘dopo-guerra’.
Nel 2005 la ‘guerra finita’ in Afghanistan ha ucciso più di 1.900 persone: di cui almeno
1047 talebani, 415 militari afgani, 321 civili afgani, 97 soldati statunitensi
(ufficialmente dichiarati), 17 spagnoli, 15 tedeschi, 5 britannici, 4 canadesi, 3 italiani,
3 francesi, un danese, uno svedese, un australiano, un rumeno, un norvegese, e un
portoghese.
Dall’inizio del 2006, il conflitto afgano ha causato 310 morti: 83 civili, 65 talebani, 148
militari afgani e 8 soldati Usa (molti di più secondo i talebani), 2 canadesi e un francese.


