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Peacebuilding: un manuale formativo Caritas
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Su TV2000 padre Giacomo Rossini suoi quattro anni a Kabul, impegnato un centro educativo aperto ai bambini.9 novembre 2011
Bergamo: convegno su “Finanza e armamenti”
Si svolgerà il prossimo 12 novembre promosso dalla Tavola della Pace di Bergamo9 novembre 2011
Rapporto Amnesty International su armi e Nord Africa
Stati Uniti, Russia ed altri paesi europei (tra i quali anche l'Italia) hanno fornito grandi quantità di armi a governi repressivi del Medio Oriente e dell'Africa del Nord26 ottobre 2011
Popolazione: 9.940.232
85% è costituito da Somali, 15% da non-Somali (Bantu e Arabi)
Superficie: 637.657 Kmq
Capitale: Mogadiscio, 997.000 ab. (stima attuale)
Moneta: Scellino somalo
Lingua: Somalo (ufficiale), Arabo, Italiano, Inglese
Religione: Islam sunnita
Governo: la Somalia e un “failed state”, un’anarchia classica. vede la mancanza di una autorità centrale che eserciti il monopolio della forza, la mancanza di un livello minimo di protezione sociale, il potere di gruppi clanici che si sostituiscono nel territorio allo Stato, l’accettazione della criminalità organizzata, un Governo Transitorio Federale (TFG) senza autorità e legittimazione popolare. I pirati somali sono percepiti dalla popolazione come benefattori.
La situazione del conflitto al 2009:
Gli episodi di violenza si sono succeduti nel paese durante tutto il corso dell’anno. L’Unione delle Corti
Islamiche (ICU), appoggiata dall’Eritrea, ha continuato la sua opera di insurrezione contro il Governo di
Transizione Somalo (TFG) e i suoi associati, che comprendono le truppe dell’Unione Africana dispiegate in
Somalia e le truppe etiopi, appoggiate dagli Stati Uniti.
Il 31 gennaio 2009 il leader di una fazione moderata dell'Unione delle Corti Islamiche Sheikh Sharif Sheikh
Ahmed è stato eletto capo del governo federale di transizione.
Le truppe etiopiche si ritirano all’inizio dell’anno, ma l’Etiopia rimane attenta a che in Somalia non si
installi un governo a lei ostile, e sostenuto dall’Eritrea, che è pure ostile all’Etiopia. Il paese rimane
diviso. Il governo transitorio di Sharif non controlla il sud del paese controllato dalla coalizione Hisbal
Islam di Omar Iman,. Il Somaliland rivendica sempre la sua indipendenza (dal 1991) sostenuto dal’Etiopia e,
secondo alcuni studiosi (Matteo Guglielmo, Affari internazionali 10/3/20099) anche dall’Inghilterra. La
regione settentrionale del Puntland, che rivendica l’autonomia, non accetta l’elezione di Sharif. Al-Shabab
è un gruppo di giovani radicali affiliato alle Corti Islamiche, accusato nei media di molti attentati
terroristici. Si aggiungano i numerosi attacchi di pirateria nei confronti di navi di passaggio per dare
un’idea della totale anarchia che domina il paese. La violenza cresce negli ultimi mesi nel sud del paese e
in particolare nella capitale Mogadiscio e nelle regioni limitrofe. Almeno 200.000 persone hanno
abbandonato Mogadiscio. Sharif appare debole e la comunità internazionale sembra bloccata in un vicolo
cieco.

La storia del conflitto in Somalia
In questa sezione vengono ripercorse le tappe fondamentali della storia della Somalia e dei suoi conflittiGli attori del conflitto
Gli Stati e i gruppi artefici del conflitto
Intervista a mons. Giorgio Bertin
Intervistiamo mons. Giorgio Bertin, Vescovo di Gibuti e amministratore apostolico di Mogadiscio, nei giorni conclusivi l'Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, terminato a Roma lo scorso 24 ottobre, a cui partecipa come esponente della Conferenza dei Vescovi Latini della Regione Araba (C.E.L.R.A.).26 ottobre 2010Documenti e approfondimenti
Articoli, campagne e documenti per approfondire e capire meglio le questioni del conflitto


