Afghanistan

Popolazione: 33.332.025
I pasthun costituiscono il 44% della popolazione, i tagichi il 25%, gli hazari il 10% e gli uzbechi l’8%. Il resto è formato da popolazioni di origini altaiche e nomadi di origine mongola.
Superficie: 652.090 Kmq
Capitale: Kabul  (3 678 034 ab. / stima 2015)
Moneta: Nuovo Afghani
Lingua: Il pashto e il persiano (dari) sono le lingue ufficiali. C’è inoltre una grande varietà di lingue, la maggior parte di origine persiana o altaica: hazaragi, turcomanno, uzbeco, aimaq e altri.
Religione: Il 99% della popolazione è musulmana (74% sunnita, 15% sciita e 10% altro).

Governo: Hamid Karzai è stato eletto presidente il 5 ottobre 2004 e riconfermato, tra molte polemiche, nel 2009. L’Assemblea Nazionale, bicamerale, consiste nella Wolesi Jirga (Casa del Popolo) e nella Meshrano Jirga (Casa degli Anziani). Le elezioni per la Camera alta e per i 34 Consigli provinciali hanno avuto luogo il 18 settembre 2005. Si è trattato delle prime elezioni parlamentari dopo 33 anni.

Il territorio che corrisponde all’odierno Afghanistan è stato storicamente caratterizzato da elevati livelli di conflitto tribale, in parte alimentato dagli interessi territoriali contrapposti di Russia e Gran Bretagna. Dopo quarant’anni di protettorato britannico dotato di ampia autonomia, l’Afghanistan è divenuto indipendente nel 1919.

Nonostante la grande diversità culturale, etnica, religiosa, la vita politica dell’Afghanistan è stata ampiamente dominata dai membri dell’etnia Pashtun (soprattutto del ramo Durrani).
Nel 1973, dopo un colpo di stato militare, fu abolita la monarchia e dichiarata la repubblica. La già forte influenza sovietica nel paese divenne ulteriormente più significativa dopo il colpo di stato, e soprattutto dopo il forzato esilio dei membri del nascente movimento di opposizione islamica, in seguito alla caduta del governo nel 1975.
La Guerra civile in Afghanistan è cominciata nel 1978, dopo un altro colpo di stato militare, che diede il via ad un governo di orientamento socialista. A partire dall’anno successivo, il nuovo governo cominciò a ricevere supporto militare dall’Unione Sovietica, allo scopo di contrastare l’opposizione armata, in gran parte sostenuta dai leader islamici costretti al’esilio nel 1975. I gruppi di opposizione, definitisi nei termini di Mujahideen, si insediarono in campi strategici di addestramento nelle regioni confinanti, incorporando volontari da tutto il mondo, uniti dalla comune ostilità al governo sostenuto dal regime sovietico.
L’Unione Sovietica si ritirò dall’Afghanistan nel 1988, ma il conflitto è continuato per anni, ad opera di vari gruppi interessati al potere, nell’ambito di alleanze mutevoli e trasversali. Lo scontento verso il ruolo dei locali signori della guerra portò, a metà degli anni Novanta, all’improvvisa ascesa di un nuovo gruppo: i Talebani, che riuscirono a conquistare il potere e conservarlo dal 1996 al 2001.
I Talebani istituirono uno stato fondamentalista islamico, basato sull’approccio Pashtun alla sharia, che durò fino alla fine del 2001, allorquando le forze di opposizione, sostenute militarmente dagli Stati Uniti e da una coalizione internazionale, ne determinarono il rovesciamento.
Nel 2002, mentre la nuova amministrazione instaurava un governo democratico, i Talebani si ritiravano nelle montagne al confine con il Pakistan. Il conflitto riprese l’anno successivo, ad opera di nuovi gruppi Talebani di opposizione armata, in lotta il governo sostenuto dalla coalizione internazionale.
A partire dal 2002, la lotta tra i diversi gruppi locali ha determinato una situazione di sostanziale guerra interna al paese, con forti perdite civili, ad opera di tutte le fazioni in lotta.
Il territorio dell’Afghanistan ha rappresentato per diversi anni uno degli scenari di guerra nella lotta degli Stati Uniti contro al-Qaeda, con un gran numero di episodi violenti registrati proprio nel territorio afgano.
Nel 2002, ripresero le relazioni commerciali con gli USA, sospese dai tempi dell’occupazione sovietica. Nell’Agosto 2003, La Nato inviò in Afghanistan la sua prima missione di pace extraeuropea. La Nato aveva l’incarico di pianificare, comandare e supervisionare la Forza di Sicurezza dell’Assistenza Internazionale in Afghanistan. La Commissione per la Revisione Costituzionale inviò una bozza della costituzione all’allora presidente Karzai e all’inviato speciale dell’ONU, Lakhdar Brahimi.
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