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Cecenia   versione testuale

Popolazione: 1 370 268 (2015)
Superficie: 17 647 km²
Capoluogo: Groznyj
Moneta: Rublo russo
Lingua: lingua cecena e lingua russa
Religione: musulmana sunnita
Situata nel sud-ovest della Russia, la Repubblica Cecena, è un’area di 15.000 kmq sul versante orientale del Caucaso.
Dopo la rivoluzione russa del 1917 i ceceni combatterono localmente nella guerra civile sia contro i cosacchi – cioè gli anticomunisti o russi bianchi -, sia contro i comunisti.
Con la vittoria dei sovietici, i ceceni si unirono con gli altri popoli caucasici formando, nel 1920,la Repubblica dei Popoli delle Montagne.
Nel 1922 i sovietici ne staccarono la Cecenia facendone una regione autonoma, e nel 1924 abolirono la repubblica.
Nel 1934 i sovietici unirono ceceni e ingusci nella Regione Autonoma Ceceno – Inguscia che divenne, nel 1936, una repubblica autonoma.
Durante la seconda guerra mondiale, Stalin accusò i ceceni e gli ingusci di collaborare con i nazisti. Nel 1944 li fece deportare in Asia centrale e abolì la repubblica che fu restaurata nel 1957.
La prima guerra Russo – Cecena
I ricchi giacimenti petroliferi della regione caucasica sono il motivo fondamentale del conflitto. La Russia vuole mantenere il controllo sulla produzione e sull’esportazione del petrolio e del gas, contro i secessionisti ceceni e le multinazionali occidentali.
Nell’ottobre del 1991 il generale Dudaev ottenne una grande vittoria elettorale. La Cecenia proclamò l’indipendenza ma Mosca si rifiutò di riconoscerla.
Nel dicembre del 1994 Boris Eltsin ordinò l’invasione della Cecenia. Grozny fu distrutta quasi completamente con le bombe e venne occupata dall’esercito della Federazione Russa.
Nel marzo del 1996,Etsin e il presidente ceceno Zelimkhan Yandarbiyev concordarono il cessate il fuoco. Asla Mashkadov vinse le elezioni cecene del gennaio 1997.
La fine della prima guerra russo – cecena permise ai russi di riparare e riaprire la sezione cecena dell’oleodotto Baku – Novorossijk. Questo oleodotto è essenziale per la Russia, non solo perché la compagnia monopolistas russa Transneft riscuote annualmente fino a 300 milioni di dollari di tariffe di transito, ma anche perché il suo funzionamento determinerà i tracciati delle future condutture del petrolio e del gas.
La seconda guerra Russo – Cecena
Nell’agosto del 1999 Vladimir Putin divenne primo ministro della Russia. In quel periodo, guerriglieri secessionisti islamici penetrarono in Cecenia, occuparono alcuni villaggi e proclamarono la regione terra islamica. Le truppe russe riconquistarono i villaggi, ma i combattenti ceceni si unirono al tentativo di stabilire uno stato islamico. Una serie di attacchi terroristici a Mosca fu attribuita da Putin ai terroristi islamici ceceni e diede luogo a un nuovo assalto a Grozny.
L’ascesa di Putin alla presidenza alla fine del 1999 rafforzò l’intenzione della Russia di mantenere la Cecenia all’interno della Federazione. I duri scontri tra l’esercito russo e i 2.000 ribelli ceceni continuarono fino agli inizio di febbraio 2000.
Dopo gli attacchi dell’11 settembre agli USA, Putin presentò la guerra in Cecenia come una “operazione antiterroristica” contro estremisti islamici collegati ad al-Qaueda.
Nell’ottobre del 2002 una banda di 50 guerriglieri ceceni sequestrò 800 civili all’interno del teatro Dubrovka a Mosca, minacciando di uccidere gli ostaggi se l’esercito russo non si fosse ritirato dalla Cecenia.
Putin, organizzò un referendum nel maggio del 2003 in cui la maggioranza dei ceceni votò a favore dell’assegnazione alla Cecenia dello status di repubblica all’interno della Federazione Russa.
Il 27 novembre 2005 si svolsero le prime elezioni politiche, in un clima di discussioni tra diversi settori, da quando le truppe russe avevano preso il controllo.
Nel luglio del 2006 il leader dei ribelli, Saydullayev, nominato dai separatisti presidente della Repubblica Cecena, morì durante uno scontro a fuoco. Al suo posto subentra il figlio Ramzan, che viene confermato Presidente nel 2007.
Il 16 aprile 2009, le autorità russe hanno abbolito il regime Speciale Anti-Terrorismo, provando così a scrivere la parola fine sulla II Guerra cecena.
Primavera 2010 creazione in un nuovo distretto Federale per il Caucaso del Nord affidato al giovane funzionario civile Alexandre Khloponine. Mosca spera nel rilancio economico della regione. 19 ottobre 2010 un gruppo di ribellli attacca il Parlamento a Grozny, in peino centro, facendo 8 morti e una ventina di feriti.

Per approfondire:
Lunedì 18 Giugno 2018