Kenya al voto. L’appello della Conferenza Episcopale del paese

Il prossimo 8 agosto i cittadini kenyoti saranno chiamati alle urne per eleggere la classe politica che guiderà il Paese per i 5 anni a venire. I principali partiti che concorreranno a questa tornata elettorale sono il Jubilee, storico partito del Presidente in carica Uhuru Kenyatta e la NASA (National Super Alliance), la coalizione dei partiti d’opposizione che ha eletto come proprio leader Raila Odinga. I candidati che si sfideranno in queste seconde elezioni dall’entrata in vigore della nuova Costituzione (2010), sono i medesimi delle ultime elezioni del 2013.

Il clima che ha accompagnato questa campagna elettorale, già di per sé teso a causa delle questioni tribali che storicamente influenzano i periodi pre-elettorali, si è maggiormente acuito a causa della siccità che ha messo in ginocchio la parte settentrionale del Kenya. Il mix di questi fattori ha contribuito, come riportano i media locali, all’innalzamento del tasso di criminalità e di violenza. È di qualche giorno fa infatti, la notizia del ritrovamento del corpo torturato  e ucciso brutalmente del manager del sistema informatico elettorale, “l’uomo chiave per il corretto svolgimento delle elezioni” (fonte: Nigrizia.it). Elezioni che si svolgeranno all’insegna della tecnologia attraverso l’utilizzo di più di 45mila tablet che verranno impiegati nel riconoscimento degli elettori attraverso le impronte digitali. Sarà così possibile evitare che i cittadini possano esprimere il loro voto più di una volta. 

È questo il clima nel quale la Conferenza Episcopale del Kenya rivolge a tutti gli attori del processo elettorale il medesimo appello [PDF], quello di rispettare e promuovere i valori della Giustizia, della Credibilità e della Pace, ognuno secondo il proprio ruolo. I 26 Vescovi delle Diocesi del territorio chiedono ai più di 19milioni di elettori di esercitare democraticamente il loro diritto alla scelta recandosi alle urne; ai candidati di continuare a condurre con decoro e sobrietà gli ultimi giorni di campagna elettorale; alla Commissione Elettorale Indipendente (IEBC) di essere garante della correttezza del processo elettorale; ai Media di rimanere oggettivi per poter fornire un’informazione imparziale; alla Magistratura invece, di continuare il proprio mandato senza cedere a paure o favoritismi. L’appello più forte è stato rivolto ai giovani, “affinché si astengano da violenze e siano invece agenti di pace.” Saranno pronti tutti gli attori chiamati in causa a rispondere attivamente a questo appello? L’appuntamento per tutti è l’8 agosto.