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2016 - Vinci l段ndifferenza e conquista la pace   versione testuale
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
PER LA CELEBRAZIONE DELLA
XLIX GIORNATA MONDIALE DELLA PACE
1ー GENNAIO 2016
Vinci l段ndifferenza e conquista la pace


1. Dio non indifferente! A Dio importa dell置manit, Dio non l誕bbandona! All段nizio del nuovo anno, vorrei accompagnare con questo mio profondo convincimento gli auguri di abbondanti benedizioni e di pace, nel segno della speranza, per il futuro di ogni uomo e ogni donna, di ogni famiglia, popolo e nazione del mondo, come pure dei Capi di Stato e di Governo e dei Responsabili delle religioni. Non perdiamo, infatti, la speranza che il 2016 ci veda tutti fermamente e fiduciosamente impegnati, a diversi livelli, a realizzare la giustizia e operare per la pace. S, quest置ltima dono di Dio e opera degli uomini. La pace dono di Dio, ma affidato a tutti gli uomini e a tutte le donne, che sono chiamati a realizzarlo.

Custodire le ragioni della speranza
2. Le guerre e le azioni terroristiche, con le loro tragiche conseguenze, i sequestri di persona, le persecuzioni per motivi etnici o religiosi, le prevaricazioni, hanno segnato dall段nizio alla fine lo scorso anno moltiplicandosi dolorosamente in molte regioni del mondo, tanto da assumere le fattezze di quella che si potrebbe chiamare una 鍍erza guerra mondiale a pezzi. Ma alcuni avvenimenti degli anni passati e dell誕nno appena trascorso mi invitano, nella prospettiva del nuovo anno, a rinnovare l弾sortazione a non perdere la speranza nella capacit dell置omo, con la grazia di Dio, di superare il male e a non abbandonarsi alla rassegnazione e all段ndifferenza. Gli avvenimenti a cui mi riferisco rappresentano la capacit dell置manit di operare nella solidariet, al di l degli interessi individualistici, dell誕patia e dell段ndifferenza rispetto alle situazioni critiche.
Tra questi vorrei ricordare lo sforzo fatto per favorire l段ncontro dei leader mondiali, nell誕mbito della COP 21, al fine di cercare nuove vie per affrontare i cambiamenti climatici e salvaguardare il benessere della Terra, la nostra casa comune. E questo rinvia a due precedenti eventi di livello globale: il Summit di Addis Abeba per raccogliere fondi per lo sviluppo sostenibile del mondo; e l誕dozione, da parte delle Nazioni Unite,dell但genda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, finalizzata ad assicurare un弾sistenza pi dignitosa a tutti, soprattutto alle popolazioni povere del pianeta, entro quell誕nno.
Il 2015 stato un anno speciale per la Chiesa, anche perch ha segnato il 50ー anniversario della pubblicazione di due documenti del Concilio Vaticano II che esprimono in maniera molto eloquente il senso di solidariet della Chiesa con il mondo. Papa Giovanni XXIII, all段nizio del Concilio, volle spalancare le finestre della Chiesa affinch tra essa e il mondo fosse pi aperta la comunicazione. I due documenti, Nostra aetate e Gaudium et spes, sono espressioni emblematiche della nuova relazione di dialogo, solidariet e accompagnamento che la Chiesa intendeva introdurre all段nterno dell置manit. Nella Dichiarazione Nostra aetate la Chiesa stata chiamata ad aprirsi al dialogo con le espressioni religiose non cristiane. Nella Costituzione pastorale Gaudium et spes, dal momento che ォle gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d弛ggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristoサ [1], la Chiesa desiderava instaurare un dialogo con la famiglia umana circa i problemi del mondo, come segno di solidariet e di rispettoso affetto [2].
In questa medesima prospettiva, con il Giubileo della Misericordia voglio invitare la Chiesa a pregare e lavorare perch ogni cristiano possa maturare un cuore umile e compassionevole, capace di annunciare e testimoniare la misericordia, di ォperdonare e di donareサ, di aprirsi ォa quanti vivono nelle pi disparate periferie esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in maniera drammaticaサ, senza cadere ォnell段ndifferenza che umilia, nell誕bitudinariet che anestetizza l誕nimo e impedisce di scoprire la novit, nel cinismo che distruggeサ [3].
Ci sono molteplici ragioni per credere nella capacit dell置manit di agire insieme in solidariet, nel riconoscimento della propria interconnessione e interdipendenza, avendo a cuore i membri pi fragili e la salvaguardia del bene comune. Questo atteggiamento di corresponsabilit solidale alla radice della vocazione fondamentale alla fratellanza e alla vita comune. La dignit e le relazioni interpersonali ci costituiscono in quanto esseri umani, voluti da Dio a sua immagine e somiglianza. Come creature dotate di inalienabile dignit noi esistiamo in relazione con i nostri fratelli e sorelle, nei confronti dei quali abbiamo una responsabilit e con i quali agiamo in solidariet. Al di fuori di questa relazione, ci si troverebbe ad essere meno umani. E proprio per questo che l段ndifferenza costituisce una minaccia per la famiglia umana. Mentre ci incamminiamo verso un nuovo anno, vorrei invitare tutti a riconoscere questo fatto, per vincere l段ndifferenza e conquistare la pace.

Alcune forme di indifferenza
3. Certo che l誕tteggiamento dell段ndifferente, di chi chiude il cuore per non prendere in considerazione gli altri, di chi chiude gli occhi per non vedere ci che lo circonda o si scansa per non essere toccato dai problemi altrui, caratterizza una tipologia umana piuttosto diffusa e presente in ogni epoca della storia. Tuttavia, ai nostri giorni esso ha superato decisamente l誕mbito individuale per assumere una dimensione globale e produrre il fenomeno della 堵lobalizzazione dell段ndifferenza.
La prima forma di indifferenza nella societ umana quella verso Dio, dalla quale scaturisce anche l段ndifferenza verso il prossimo e verso il creato. ネ questo uno dei gravi effetti di un umanesimo falso e del materialismo pratico, combinati con un pensiero relativistico e nichilistico. L置omo pensa di essere l誕utore di s stesso, della propria vita e della societ; egli si sente autosufficiente e mira non solo a sostituirsi a Dio, ma a farne completamente a meno; di conseguenza, pensa di non dovere niente a nessuno, eccetto che a s stesso, e pretende di avere solo diritti [4]. Contro questa autocomprensione erronea della persona, Benedetto XVI ricordava che n l置omo n il suo sviluppo sono capaci di darsi da s il proprio significato ultimo [5]; e prima di lui Paolo VI aveva affermato che ォnon vi umanesimo vero se non aperto verso l但ssoluto, nel riconoscimento di una vocazione, che offre l段dea vera della vita umanaサ [6].
L段ndifferenza nei confronti del prossimo assume diversi volti. C定 chi ben informato, ascolta la radio, legge i giornali o assiste a programmi televisivi, ma lo fa in maniera tiepida, quasi in una condizione di assuefazione: queste persone conoscono vagamente i drammi che affliggono l置manit ma non si sentono coinvolte, non vivono la compassione. Questo l誕tteggiamento di chi sa, ma tiene lo sguardo, il pensiero e l誕zione rivolti a s stesso. Purtroppo dobbiamo constatare che l誕umento delle informazioni, proprio del nostro tempo, non significa di per s aumento di attenzione ai problemi, se non accompagnato da un誕pertura delle coscienze in senso solidale [7]. Anzi, esso pu comportare una certa saturazione che anestetizza e, in qualche misura, relativizza la gravit dei problemi. ォAlcuni semplicemente si compiacciono incolpando i poveri e i paesi poveri dei propri mali, con indebite generalizzazioni, e pretendono di trovare la soluzione in una 兎ducazione che li tranquillizzi e li trasformi in esseri addomesticati e inoffensivi. Questo diventa ancora pi irritante se gli esclusi vedono crescere questo cancro sociale che la corruzione profondamente radicata in molti Paesi nei governi, nell段mprenditoria e nelle istituzioni qualunque sia l段deologia politica dei governantiサ [8].
In altri casi, l段ndifferenza si manifesta come mancanza di attenzione verso la realt circostante, specialmente quella pi lontana. Alcune persone preferiscono non cercare, non informarsi e vivono il loro benessere e la loro comodit sorde al grido di dolore dell置manit sofferente. Quasi senza accorgercene, siamo diventati incapaci di provare compassione per gli altri, per i loro drammi, non ci interessa curarci di loro, come se ci che accade ad essi fosse una responsabilit estranea a noi, che non ci compete [9]. ォQuando noi stiamo bene e ci sentiamo comodi, certamente ci dimentichiamo degli altri (cosa che Dio Padre non fa mai), non ci interessano i loro problemi, le loro sofferenze e le ingiustizie che subiscono Allora il nostro cuore cade nell段ndifferenza: mentre io sto relativamente bene e comodo, mi dimentico di quelli che non stanno beneサ [10].
Vivendo in una casa comune, non possiamo non interrogarci sul suo stato di salute, come ho cercato di fare nella Laudato si. L段nquinamento delle acque e dell誕ria, lo sfruttamento indiscriminato delle foreste, la distruzione dell誕mbiente, sono sovente frutto dell段ndifferenza dell置omo verso gli altri, perch tutto in relazione. Come anche il comportamento dell置omo con gli animali influisce sulle sue relazioni con gli altri [11], per non parlare di chi si permette di fare altrove quello che non osa fare in casa propria[12].
In questi ed in altri casi, l段ndifferenza provoca soprattutto chiusura e disimpegno, e cos finisce per contribuire all誕ssenza di pace con Dio, con il prossimo e con il creato.

La pace minacciata dall段ndifferenza globalizzata
4. L段ndifferenza verso Dio supera la sfera intima e spirituale della singola persona ed investe la sfera pubblica e sociale. Come affermava Benedetto XVI, ォesiste un段ntima connessione tra la glorificazione di Dio e la pace degli uomini sulla terraサ [13]. Infatti, ォsenza un誕pertura trascendente, l置omo cade facile preda del relativismo e gli riesce poi difficile agire secondo giustizia e impegnarsi per la paceサ [14]. L弛blio e la negazione di Dio, che inducono l置omo a non riconoscere pi alcuna norma al di sopra di s e a prendere come norma soltanto s stesso, hanno prodotto crudelt e violenza senza misura [15].
A livello individuale e comunitario l段ndifferenza verso il prossimo, figlia di quella verso Dio, assume l誕spetto dell段nerzia e del disimpegno, che alimentano il perdurare di situazioni di ingiustizia e grave squilibrio sociale, le quali, a loro volta, possono condurre a conflitti o, in ogni caso, generare un clima di insoddisfazione che rischia di sfociare, presto o tardi, in violenze e insicurezza.
In questo senso l段ndifferenza, e il disimpegno che ne consegue, costituiscono una grave mancanza al dovere che ogni persona ha di contribuire, nella misura delle sue capacit e del ruolo che riveste nella societ, al bene comune, in particolare alla pace, che uno dei beni pi preziosi dell置manit [16].
Quando poi investe il livello istituzionale, l段ndifferenza nei confronti dell誕ltro, della sua dignit, dei suoi diritti fondamentali e della sua libert, unita a una cultura improntata al profitto e all弾donismo, favorisce e talvolta giustifica azioni e politiche che finiscono per costituire minacce alla pace. Tale atteggiamento di indifferenza pu anche giungere a giustificare alcune politiche economiche deplorevoli, foriere di ingiustizie, divisioni e violenze, in vista del conseguimento del proprio benessere o di quello della nazione. Non di rado, infatti, i progetti economici e politici degli uomini hanno come fine la conquista o il mantenimento del potere e delle ricchezze, anche a costo di calpestare i diritti e le esigenze fondamentali degli altri. Quando le popolazioni vedono negati i propri diritti elementari, quali il cibo, l誕cqua, l誕ssistenza sanitaria o il lavoro, esse sono tentate di procurarseli con la forza [17].
Inoltre, l段ndifferenza nei confronti dell誕mbiente naturale, favorendo la deforestazione, l段nquinamento e le catastrofi naturali che sradicano intere comunit dal loro ambiente di vita, costringendole alla precariet e all段nsicurezza, crea nuove povert, nuove situazioni di ingiustizia dalle conseguenze spesso nefaste in termini di sicurezza e di pace sociale. Quante guerre sono state condotte e quante ancora saranno combattute a causa della mancanza di risorse o per rispondere all段nsaziabile richiesta di risorse naturali [18]?
Dall段ndifferenza alla misericordia: la conversione del cuore
5. Quando, un anno fa, nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 哲on pi schiavi, ma fratelli, evocavo la prima icona biblica della fraternit umana, quella di Caino e Abele (cfr Gen 4,1-16), era per attirare l誕ttenzione su come stata tradita questa prima fraternit. Caino e Abele sono fratelli. Provengono entrambi dallo stesso grembo, sono uguali in dignit e creati ad immagine e somiglianza di Dio; ma la loro fraternit creaturale si rompe. ォNon soltanto Caino non sopporta suo fratello Abele, ma lo uccide per invidiaサ [19]. Il fratricidio allora diventa la forma del tradimento, e il rifiuto da parte di Caino della fraternit di Abele la prima rottura nelle relazioni familiari di fraternit, solidariet e rispetto reciproco.
Dio interviene, allora, per chiamare l置omo alla responsabilit nei confronti del suo simile, proprio come fece quando Adamo ed Eva, i primi genitori, ruppero la comunione con il Creatore. ォAllora il Signore disse a Caino: 泥ov定 Abele, tuo fratello?. Egli rispose: 哲on lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?. Riprese: 鼎he hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!判 (Gen 4,9-10).
Caino dice di non sapere che cosa sia accaduto a suo fratello, dice di non essere il suo guardiano. Non si sente responsabile della sua vita, della sua sorte. Non si sente coinvolto. ネ indifferente verso suo fratello, nonostante essi siano legati dall弛rigine comune. Che tristezza! Che dramma fraterno, familiare, umano! Questa la prima manifestazione dell段ndifferenza tra fratelli. Dio, invece, non indifferente: il sangue di Abele ha grande valore ai suoi occhi e chiede a Caino di renderne conto. Dio, dunque, si rivela, fin dagli inizi dell置manit come Colui che si interessa alla sorte dell置omo. Quando pi tardi i figli di Israele si trovano nella schiavit in Egitto, Dio interviene nuovamente. Dice a Mos: ォHo osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco, infatti, le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell脱gitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e mieleサ (Es 3,7-8). ネ importante notare i verbi che descrivono l段ntervento di Dio: Egli osserva, ode, conosce, scende, libera. Dio non indifferente. ネ attento e opera.
Allo stesso modo, nel suo Figlio Ges, Dio sceso fra gli uomini, si incarnato e si mostrato solidale con l置manit, in ogni cosa, eccetto il peccato. Ges si identificava con l置manit: ォil primogenito tra molti fratelliサ (Rm 8,29). Egli non si accontentava di insegnare alle folle, ma si preoccupava di loro, specialmente quando le vedeva affamate (cfr Mc 6,34-44) o disoccupate (cfr Mt 20,3). Il suo sguardo non era rivolto soltanto agli uomini, ma anche ai pesci del mare, agli uccelli del cielo, alle piante e agli alberi, piccoli e grandi; abbracciava l段ntero creato. Egli vede, certamente, ma non si limita a questo, perch tocca le persone, parla con loro, agisce in loro favore e fa del bene a chi nel bisogno. Non solo, ma si lascia commuovere e piange (cfr Gv 11,33-44). E agisce per porre fine alla sofferenza, alla tristezza, alla miseria e alla morte.
Ges ci insegna ad essere misericordiosi come il Padre (cfr Lc 6,36). Nella parabola del buon samaritano (cfr Lc 10,29-37) denuncia l弛missione di aiuto dinanzi all置rgente necessit dei propri simili: ォlo vide e pass oltreサ (cfr Lc 10,31.32). Nello stesso tempo, mediante questo esempio, Egli invita i suoi uditori, e in particolare i suoi discepoli, ad imparare a fermarsi davanti alle sofferenze di questo mondo per alleviarle, alle ferite degli altri per curarle, con i mezzi di cui si dispone, a partire dal proprio tempo, malgrado le tante occupazioni. L段ndifferenza, infatti, cerca spesso pretesti: nell弛sservanza dei precetti rituali, nella quantit di cose che bisogna fare, negli antagonismi che ci tengono lontani gli uni dagli altri, nei pregiudizi di ogni genere che ci impediscono di farci prossimo.
La misericordia il cuore di Dio. Perci dev弾ssere anche il cuore di tutti coloro che si riconoscono membri dell置nica grande famiglia dei suoi figli; un cuore che batte forte dovunque la dignit umana riflesso del volto di Dio nelle sue creature sia in gioco. Ges ci avverte: l誕more per gli altri gli stranieri, i malati, i prigionieri, i senza fissa dimora, perfino i nemici l置nit di misura di Dio per giudicare le nostre azioni. Da ci dipende il nostro destino eterno. Non c定 da stupirsi che l誕postolo Paolo inviti i cristiani di Roma a gioire con coloro che gioiscono e a piangere con coloro che piangono (cfr Rm 12,15), o che raccomandi a quelli di Corinto di organizzare collette in segno di solidariet con i membri sofferenti della Chiesa (cfr 1 Cor 16,2-3). E san Giovanni scrive: ォSe qualcuno possiede dei beni di questo mondo e vede suo fratello nel bisogno e non ha piet di lui, come potrebbe l誕more di Dio essere in lui?サ (1 Gv 3,17; cfr Gc 2,15-16).
Ecco perch ォ determinante per la Chiesa e per la credibilit del suo annuncio che essa viva e testimoni in prima persona la misericordia. Il suo linguaggio e i suoi gesti devono trasmettere misericordia per penetrare nel cuore delle persone e provocarle a ritrovare la strada per ritornare al Padre. La prima verit della Chiesa l誕more di Cristo. Di questo amore, che giunge fino al perdono e al dono di s, la Chiesa si fa serva e mediatrice presso gli uomini. Pertanto, dove la Chiesa presente, l deve essere evidente la misericordia del Padre. Nelle nostre parrocchie, nelle comunit, nelle associazioni e nei movimenti, insomma, dovunque vi sono dei cristiani, chiunque deve poter trovare un弛asi di misericordiaサ [20].
Cos, anche noi siamo chiamati a fare dell誕more, della compassione, della misericordia e della solidariet un vero programma di vita, uno stile di comportamento nelle nostre relazioni gli uni con gli altri [21]. Ci richiede la conversione del cuore: che cio la grazia di Dio trasformi il nostro cuore di pietra in un cuore di carne (cfr Ez 36,26), capace di aprirsi agli altri con autentica solidariet. Questa, infatti, molto pi che un ォsentimento di vaga compassione o di superficiale intenerimento per i mali di tante persone, vicine o lontaneサ [22]. La solidariet ォ la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune: ossia per il bene di tutti e di ciascuno perch tutti siamo veramente responsabili di tuttiサ [23], perch la compassione scaturisce dalla fraternit.
Cos compresa, la solidariet costituisce l誕tteggiamento morale e sociale che meglio risponde alla presa di coscienza delle piaghe del nostro tempo e dell段nnegabile inter-dipendenza che sempre pi esiste, specialmente in un mondo globalizzato, tra la vita del singolo e della sua comunit in un determinato luogo e quella di altri uomini e donne nel resto del mondo [24].

Promuovere una cultura di solidariet e misericordia per vincere l段ndifferenza
6. La solidariet come virt morale e atteggiamento sociale, frutto della conversione personale, esige un impegno da parte di una molteplicit di soggetti, che hanno responsabilit di carattere educativo e formativo.
Il mio primo pensiero va alle famiglie, chiamate ad una missione educativa primaria ed imprescindibile. Esse costituiscono il primo luogo in cui si vivono e si trasmettono i valori dell誕more e della fraternit, della convivenza e della condivisione, dell誕ttenzione e della cura dell誕ltro. Esse sono anche l誕mbito privilegiato per la trasmissione della fede, cominciando da quei primi semplici gesti di devozione che le madri insegnano ai figli [25].
Per quanto riguarda gli educatori e i formatori che, nella scuola o nei diversi centri di aggregazione infantile e giovanile, hanno l段mpegnativo compito di educare i bambini e i giovani, sono chiamati ad essere consapevoli che la loro responsabilit riguarda le dimensioni morale, spirituale e sociale della persona. I valori della libert, del rispetto reciproco e della solidariet possono essere trasmessi fin dalla pi tenera et. Rivolgendosi ai responsabili delle istituzioni che hanno compiti educativi, Benedetto XVI affermava: ォOgni ambiente educativo possa essere luogo di apertura al trascendente e agli altri; luogo di dialogo, di coesione e di ascolto, in cui il giovane si senta valorizzato nelle proprie potenzialit e ricchezze interiori, e impari ad apprezzare i fratelli. Possa insegnare a gustare la gioia che scaturisce dal vivere giorno per giorno la carit e la compassione verso il prossimo e dal partecipare attivamente alla costruzione di una societ pi umana e fraternaサ [26].
Anche gli operatori culturali e dei mezzi di comunicazione sociale hanno responsabilit nel campo dell弾ducazione e della formazione, specialmente nelle societ contemporanee, in cui l誕ccesso a strumenti di informazione e di comunicazione sempre pi diffuso. E loro compito innanzitutto porsi al servizio della verit e non di interessi particolari. I mezzi di comunicazione, infatti, ォnon solo informano, ma anche formano lo spirito dei loro destinatari e quindi possono dare un apporto notevole all弾ducazione dei giovani. ネ importante tenere presente che il legame tra educazione e comunicazione strettissimo: l弾ducazione avviene, infatti, per mezzo della comunicazione, che influisce, positivamente o negativamente, sulla formazione della personaサ [27]. Gli operatori culturali e dei media dovrebbero anche vigilare affinch il modo in cui si ottengono e si diffondono le informazioni sia sempre giuridicamente e moralmente lecito.

La pace: frutto di una cultura di solidariet, misericordia e compassione
7. Consapevoli della minaccia di una globalizzazione dell段ndifferenza, non possiamo non riconoscere che, nello scenario sopra descritto, si inseriscono anche numerose iniziative ed azioni positive che testimoniano la compassione, la misericordia e la solidariet di cui l置omo capace. Vorrei ricordare alcuni esempi di impegno lodevole, che dimostrano come ciascuno possa vincere l段ndifferenza quando sceglie di non distogliere lo sguardo dal suo prossimo, e che costituiscono buone pratiche nel cammino verso una societ pi umana.
Ci sono tante organizzazioni non governative e gruppi caritativi, all段nterno della Chiesa e fuori di essa, i cui membri, in occasione di epidemie, calamit o conflitti armati, affrontano fatiche e pericoli per curare i feriti e gli ammalati e per seppellire i defunti. Accanto ad essi, vorrei menzionare le persone e le associazioni che portano soccorso ai migranti che attraversano deserti e solcano mari alla ricerca di migliori condizioni di vita. Queste azioni sono opere di misericordia corporale e spirituale, sulle quali saremo giudicati al termine della nostra vita.
Il mio pensiero va anche ai giornalisti e fotografi che informano l弛pinione pubblica sulle situazioni difficili che interpellano le coscienze, e a coloro che si impegnano per la difesa dei diritti umani, in particolare quelli delle minoranze etniche e religiose, dei popoli indigeni, delle donne e dei bambini, e di tutti coloro che vivono in condizioni di maggiore vulnerabilit. Tra loro ci sono anche tanti sacerdoti e missionari che, come buoni pastori, restano accanto ai loro fedeli e li sostengono nonostante i pericoli e i disagi, in particolare durante i conflitti armati.
Quante famiglie, poi, in mezzo a tante difficolt lavorative e sociali, si impegnano concretamente per educare i loro figli 田ontrocorrente, a prezzo di tanti sacrifici, ai valori della solidariet, della compassione e della fraternit! Quante famiglie aprono i loro cuori e le loro case a chi nel bisogno, come ai rifugiati e ai migranti! Voglio ringraziare in modo particolare tutte le persone, le famiglie, le parrocchie, le comunit religiose, i monasteri e i santuari, che hanno risposto prontamente al mio appello ad accogliere una famiglia di rifugiati [28].
Infine, vorrei menzionare i giovani che si uniscono per realizzare progetti di solidariet, e tutti coloro che aprono le loro mani per aiutare il prossimo bisognoso nelle proprie citt, nel proprio Paese o in altre regioni del mondo. Voglio ringraziare e incoraggiare tutti coloro che si impegnano in azioni di questo genere, anche se non vengono pubblicizzate: la loro fame e sete di giustizia sar saziata, la loro misericordia far loro trovare misericordia e, in quanto operatori di pace, saranno chiamati figli di Dio (cfr Mt 5,6-9).
Gioved 05 Gennaio 2017