Delegazione CEI tra i profughi in Iraq

Da lunedì 13 a giovedì 16 ottobre una piccola delegazione della Conferenza Episcopale Italiana – guidata dal Segretario generale mons. Nunzio Galantino – insieme al direttore di Caritas Italiana don Francesco Soddu, è stata in viaggio in Iraq «per incontrare i Vescovi e i rappresentanti della Chiesa locale, visitare alcune strutture in cui sono ospitati migliaia di profughi cristiani e yazidi, e confrontarsi con alcune autorità civili».
 
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L’annuncio arrivato con una nota sul sito della Conferenza Episcopale Italiana che specifica anche che «l’incontro con i responsabili di Caritas Iraq è volto a delineare lo sviluppo di progetti di collaborazione e di solidarietà». «Questo viaggio – spiega mons. Galantino – si colloca all’interno di quel cammino di prossimità che come Chiesa italiana abbiamo avviato da tempo. Ricordo, ad esempio, la proposta, in occasione della Festa dell’Assunta, che come Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana abbiamo rivolto a tutte le comunità ecclesiali: viverla come una giornata di particolare vicinanza al dramma sofferto da centinaia di migliaia di cristiani. Ad essa, coerentemente, sono succeduti contributi economici che consentissero di affrontare la prima emergenza». «La violenza che uccide, gli attacchi e l’insicurezza che costringono migliaia di persone all’emarginazione e all’esilio – conclude il Segretario generale – non possono trovarci indifferenti: e – mentre rilanciamo il nostro appello ai responsabili della politica, come a ogni uomo, affinché nelle rispettive responsabilità non volgano lo sguardo altrove – ci sentiamo chiamati a fare quanto sta in noi per sostenere fattivamente l’impegno della Caritas, presente nell’emergenza con la sua rete di relazioni e di progetti».

Ricordiamo come lo scorso 22 settembre la Presidenza CEI ha deliberato lo stanziamento di un milione di euro a sostegno delle comunità cristiane in Iraq. Il contributo si aggiunge a quello, analogo per entità, stanziato in luglio per far fronte all’emergenza in Siria. In entrambi i Paesi la Chiesa, anche grazie al contributo di Caritas Italiana, ha messo a disposizione le sue strutture, aprendo le porte per assicurare un’assistenza di base alle centinaia di migliaia di profughi, in grande maggioranza cristiani, costretti a fuggire dai loro luoghi d’origine. Caritas Iraq, sostenuta da Caritas Internationalis e da Caritas Italiana, ha scelto di concentrare la maggior parte delle sue attività nei villaggi vicini a Duhok, (Sarsank,Ineshky, Amadiya…) e a Zakho (Fishkhabour, Persephy, Derabon…). Sono 7.400 le famiglie di iracheni assistite finora con viveri, medicinali, rifugi provvisori, ma il 10 settembre è arrivato un nuovo appello di 2.422.914 euro per assistere 12.350 famiglie di nuovi sfollati.